Colite ulcerosa: Cannabis terapeutica come terapia complementare?

L’intestino è un organo affascinante. Lungo approssimativamente sette metri negli adulti, è il responsabile di molte importanti funzioni, oltre a quelle digestive. Ad esempio, gioca un ruolo essenziale nella difesa immunitaria, giacché il 79% delle cellule immunitarie sono localizzate nell’intestino piccolo e grande, mentre l’80% delle reazioni di difesa si verificano in questo tratto. In aggiunta, l’intestino possiede anche un effetto decisivo sulla psiche di ogni persona – per questo motivo è spesso chiamato “cervello della pancia”. Per questa ragione, quando questo incredibile organo è affetto da una malattia, ci si trova in un’orribile situazione. Particolarmente problematiche sono le crescenti frequenze di malattie infiammatorie intestinali croniche (IBS).

La sindrome di Crohn e la colite ulcerativa – sulla quale questo testo è focalizzato – sono le più comuni rappresentazioni di IBS. La colite ulcerosa, la più comune forma di IBS, presenta come sintomi principali diarrea sanguinolenta, forti crampi addominali e tenesmo, un continuo e fastidioso bisogno di urinare o defecare. Il corso della malattia è difficile da predire; può variare da acute e fulminati ricadute, ad un decorso cronico attivo (con persistenza dei sintomi).

Colite ulcerosa e cannabis terapeutica

Il trattamento sintomatico delle malattie intestinali rappresenta un importante campo d’applicazione per le terapie con cannabinoidi, dal momento che la cannabis può alleviare i sintomi, come ad esempio il dolore addominale, la perdita d’appetito e la diarrea.

In aggiunta al trattamento di tali sintomi, ci sono varie indicazioni di come la cannabis può attivamente contrastare l’infiammazione causata dalla Colite ulcerosa. I dottori concordano che ci sia ancora molta ricerca che debba essere condotta in quest’area, però c’è già un numero relativamente grande di studi che potrebbero essere applicati su quest’argomento. Alcuni di questi sono trattati di seguito.

Che la colite ulcerosa sia associata al sistema endocannabinoide umano è per esempio mostrato da uno studio di Marquez, Suarez et al. Questo studio fu in grado di mostrare che le persone con colite ulcerativa riscontravano cambiamenti nel sistema endocannabinoide (ECS). Questa conoscenza porta i ricercatori a supporre che i cannabinoidi e gli altri farmaci che agiscono sull’ECS potrebbero potenzialmente essere usati nel trattamento della colite ulcerativa. La partecipazione del sistema endocannabinoide nella lotta contro l’infiammazione intestinale è stata anche mostrata da Massa, Marsicano et al. Essi arrivarono, come Marquez e Suarez, alla conclusione che la modulazione del sistema endocannabinoide è estremamente importante e promettente in vista di approcci terapeutici nel trattamento della colite ulcerativa e di altre malattie infiammatorie intestinali.

Tuttavia, come tutti gli altri studi su quest’argomento, queste due investigazioni sono di grande interesse ed arrivano alla conclusione che ulteriori ricerche sono necessarie al fine d’identificare ed esplorare più accuratamente questo potenziale.

Uno dei cannabinoidi con un effetto benefico sulla colite ulcerativa è il non-psicotico Cannabidiolo (CBD). Questo ingrediente della pianta di cannabis è utilizzato, tra le altre cose, per le sue proprietà analgesiche ed antinfiammatorie.

In merito all’effetto del CBD sulla colite ulcerativa, uno studio interessante fu condotto dai ricercatori dell’Università di Napoli nel 2011, durante il quale analizzarono l’effetto del CBD sui tessuti intestinali, di pazienti colpiti da colite ulcerosa, durante una biopsia, così come su segmenti di tessuto intestinale di topi, infettati con colite. Nel corso di questo studio, che includeva vari esperimenti, il CBD fu identificato come un “promettente agente terapeutico, che è in grado di migliorare gli stimoli dell’asse neuro-immunitaria” ed è pertanto un promettente strumento per il trattamento di malattie infiammatorie intestinali. Studi come questo suggeriscono che già il CBD possiede un determinato effetto terapeutico per i pazienti con colite ulcerosa.

Ancora più promettente è l’effetto antinfiammatorio del CBD in combinazione con il THC. All’università di Hertfordshire (GB), gli effetti di THC e CBD – da soli ed in combinazione tra loro – sono stati testati su topi con colite. Arrivarono alla conclusione che il THC potrebbe contrastare l’infiammazione intestinale anche più efficacemente del CBD. Allo stesso tempo, fu in grado di mostrare che una bassa dose di THC da solo non produrrebbe alcun effetto, mentre, con l’aggiunta del CBD, la bassa dose di THC potrebbe addirittura essere più efficace di un’alta dose di THC isolato. In vista del fatto che il CBD, diversamente dal THC, non genera alcun effetto collaterale, i ricercatori hanno concluso che sorprendentemente è più vantaggioso combinare CBD e THC nel trattamento di coliti ulcerative, piuttosto che trattare i pazienti con solo THC.

Il fatto che molti pazienti, con colite ulcerativa ed altre malattie infiammatorie intestinali, abbiano già posto l’attenzione sul potenziale medico della cannabis terapeutica fu ulteriormente evidenziato da uno studio che notò che l’uso della marijuana e dell’hashish tra i pazienti con IBS è più comune che nel resto della popolazione.

Tuttavia, è probabile che la cannabis terapeutica possa ricevere una maggiore riconoscenza, come forma complementare di terapia per malattie come la colite ulcerativa. Perciò, rimane da sperare che maggiori sforzi vengano investiti nella ricerca dei meccanismi d’azione dei cannabinoidi sulla colite ulcerativa.

Fonte: www.kalapa-clinic.com

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